Perché iscriversi ad AIDIA?

Esperienza di una socia, periodo 2008/2017

Ricordo che l'incontro con A.I.D.I.A avvenne grazie ad una collegaarchitetto di Rapallo (GE), alla quale mi rivolsi, proprio nel 2008, quando dovevo affrontare un incarico di lavoro nel vicino entro-terra. Giuliana Penna mi ricevette nel suo studio e fu disponibile ad illustrarmi l'ambiente lavorativo, delle istituzioni e mi diede informazioni sulle procedure degli Enti coinvolti dall'attività edilizia, come la Regione Liguria, per la conformità paesaggistica e l'Ente Parco Monte di Portofino, per le prescrizioni sull'uso dei materiali ed organizzazione del cantiere."

Fin dai primi momenti della vita professionale, ho amato affrontare ogni difficoltà e ricercare soluzioni tramite il confronto con i professionisti più esperti o più anziani.
Fu la ragione per la quale cercai un architetto nei dintorni del comune di Portofino, dove insisteva il
fabbricato oggetto del mio incarico. Giuliana Penna mi parlò di Margherita Bongiovanni, allora presidente A.I.D.I.A., sezione torinese, come persona molto attiva. (...)

I miei primi passi all'interno dell'Associazione non furono facili. Ricordo feroci osservazioni, critiche e commenti al mio modo di agireche, al pari di sfide da vincere, ho ascoltato ed elaborato.
Nel 2008 arrivai in A.I.D.I.A. spinta dalla curiositàma anche grazie alla diminuzione degli impegni con figli, non più piccoli. 

Attualmente mi domando perché continui ad aderire e che senso abbia per me, un'associazione femminile. Tenterò di esporre qualche riflessione.

Penso che partecipare all'Associazione consenta di sviluppare un percorso formativo a latere di quelli, propri di ciascuna. Affiancare l'attività lavorativa, familiare, formativo/professionale con una di tipo culturale, significa, a mio parere, consolidare e completare la crescita individuale e sociale.


Coltivare legami culturali e professionali con Colleghe laureate in ingegneria ed in architettura intorno al tavolo di lavoro dell'Associazione, significa attivare relazioni interpersonali aperte alle novità ed al
cambiamento, poiché la presenza di Sociedietà e competenze diverse impone un contiuo adattamento e regala importanti aggiornamenti culturali, professionali, umani. La mescolanza generazionale allena a capire meglio eventuali discriminazioni, anche sul lavoro.

Le giovani hanno la possibilità di osservare le più anziane, e viceversa, in uno spazio privilegiato, dovela regola principale è l'assoluto rispetto tra le parti: Ognuna con le proprie peculiarità e differenze. Questa, tra le altre, è per me un'esperienza contro la discriminazione, per età, competenze, ruolo professionale, posizione sociale, etc.

Un'Associazione di genere rappresenta, però, un'occasione speciale. La nostra, aperta a socie di sesso femminile, non si sottrae al confronto con le professioni al maschile, ma fornisce spazi e momenti di approfondimento delle tematiche di genere, anche se il percorso emancipativo non esclude il quotidiano impegno personale.

Le assemblee periodiche, poi, risultano il luogo privilegiato per osservare le relazioni tra le Socie.
Rilevante caratteristica è il senso di “modestia“ professionale o artistica testimoniato dalla maggioranza, che rende possibile il dialogo tra le Socie e promuove la ricerca di una proessionalità senza fronzoli o chiacchere inutili.

Quanto sopra è solo parte di ciò che, per ora, mi piace dell'A.I.D.I.A.
 
Beatrice Rogliatti




 
 

 

 

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